ott 15, 2009 0
Incontro con Giancarlo Blangiardo – L’Italia dei nuovi cittadini

Giancarlo Blangiardo
GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2009, ORE 21
Spalto Piodo 18, Monza
Un problema di dimensione
Cinque milioni di immigrati in Italia per un fenomeno
che ormai è strutturale e non più una realtà nuova.
.
«Erano un milione un decennio fa. Oggi il numero
è lievitato: sono tanti, quasi quanto gli abitanti
della Svizzera o di una regione dell’Italia», spiega
il professore Giancarlo Blangiardo della Facoltà
di Scienze Statistiche dell’Università Bicocca
di Milano. La Lombardia e l’area metropolitana sono
le zone di maggiore interesse: «Qui si trova un quarto
della presenza collettiva. Una grande affluenza anche
nel Centro-Nord: il Veneto, l’Emilia Romagna
e il Piemonte», continua il docente che ha studiato
il fenomeno nei dettagli.
Una presenza tanto radicata nel nostro territorio
da essere ineliminabile, che con il tempo ha subito
profondi cambiamenti anche sotto l’influenza della
crisi: «Prima l’attrazione era il polo metropolitano,
oggi la tendenza è il decentramento, chi arriva sceglie
zone più provinciali e limitrofe per diversi motivi.
Tra questi, la possibilità di acquistare case a un
prezzo più abbordabile. La preferenza va anche verso
zone in cui la concentrazione di giovani è più alta,
come Mantova o Cremona ad esempio».
Trasformazioni anche nelle politiche
di raggiungimento dei familiari: «Non pensano più
all’Italia come meta ambita a prescindere,
ma gli arrivi iniziano a essere più pilotati», continua
Blangiardo. Con il tempo la convivenza, nonostante
le non poche notizie di cronaca, è migliorata e non è
il caso di lanciare un grido d’allarme. Le difficoltà
e il rischio di episodi di xenofobia o razzismo sono
subordinate alla «massa di stranieri che vivono
nel nostro Paese. Se aumenta la loro presenza sul
territorio, aumentano anche le possibilità di scontro.
Per questo motivo – aggiunge – servono regole per
gestire una partecipazione sempre maggiore perché
anche loro come noi hanno bisogno di welfare e quindi
di assistenza sanitaria, di un sistema scolastico,
o anche di mettersi in lista per una casa popolare,
per esempio».
La convivenza però non è sempre rose e fiori:
il problema sembra dipendere dall’impossibilità
di garantire a tutti una corretta qualità della vita.
Cosa accadrà in futuro se l’immigrazione continua
a crescere? «Non possiamo pensare che la capacità
di accoglienza sia indiscriminata, non possiamo avere
la possibilità di accettarli tutti. Servono quindi delle
soluzioni condivise a livello europeo e pensate in modo
che siano in linea con le politiche di sviluppo dei paesi
d’origine. C’è anche un forte rischio di cambio
dei flussi. Nel nord est d’Europa a breve mancherà
manodopera e gli arrivi da Paesi come la Polonia
si rallenteranno. Di contro, però, potrebbe
intensificarsi la presenza africana. È un problema
di dimensione, non potremo accettarli per sempre».
Dall’intervista pubblicata su iN Europa,
www.europa-in.it, 12 ottobre 2009
Giancarlo Blangiardo
è professore ordinario presso
la facoltà di Scienze statistiche
dell’Università di Milano
Bicocca e membro
del Consiglio direttivo
della Società Italiana
di Economia, Demografia
e Statistica. Tra le sue
pubblicazioni più recenti
sul tema dell’immigrazione:
con P. Bonomi, Immigrati
poveri o… poveri immigrati?
L’esperienza di indagine nella
realtà lombarda, in AA.VV.,
Le condizioni di vita e di lavoro
degli immigrati nell’era
romana, Roma, IDOS, 2008;
Intensità e tendenza
del fenomeno migratorio
nella realtà lombarda,
in: AA.VV., Osservatorio
Economico Regionale
dell’Artigianato.
L’imprenditoria artigiana
immigrata in Lombardia,
Milano, Guerini e Associati,
2008; Gli aspetti quantitativi
della presenza straniera
in Italia: aggiornamenti
e prospettive, in: AA.VV.,
Quattordicesimo Rapporto
sulle migrazioni 2008, Milano,
Fondazione ISMU, Franco
Angeli, 2009.
