nov 13, 2009 0
Incontro con Adolfo Ceretti e Roberto Cornelli – Paure sociali e bisogno di sicurezza
LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2009, ORE 21
Sala delle Conferenze del Municipio
Piazza Cesare Battisti, Carate Brianza
Si ritiene comunemente che l’invasione della paura nelle società contemporanee sia l’esito dell’assenza di politiche adeguate nel contrastare la criminalità dilagante e nel ristabilire l’ordine nelle città.
L’aumento del numero di reati e l’efferatezza con cui vengono commessi – si dice – producono un senso diffuso di insicurezza che si traduce in una richiesta di maggiore protezione da episodi criminali e, di conseguenza, in una legittima domanda di maggiore severità.Sulla linearità di questo percorso si sono costruite gran parte delle politiche di sicurezza urbana adottate fino ad oggi.
«Prevenzione e repressione, oggi, non sono più considerate l’una alternativa all’altra: molte città europee hanno elaborato strategie globali di governo della sicurezza, intese come mix di prevenzione e repressione. Anche in Italia, sempre più, si parla di politiche di sicurezza urbana che integrino politiche di ordine pubblico (o di repressione) e politiche di prevenzione.
Tuttavia, passando dalle intenzioni alla pratica, in Europa (ma la situazione è analoga anche negli Stati Uniti e in Canada), la gran parte delle risorse finanziarie per combattere il crimine sono ancora impiegate in politiche repressive.
«Quali i motivi di questa scelta? Generalmente si ritiene che la repressione sia economica nei costi e certa nei risultati. In realtà spesso la repressione è unicamente la risposta più semplice, più immediata e più appagante dal punto di vista politico, ma non per questo la migliore.
Ricerche sulle forze dell’ordine condotte all’estero dimostrano che un aumento del numero di poliziotti non ha alcuna influenza sul tasso di criminalità, così come un aumento delle condanne e un aumento di detenuti nelle carceri non comportano una diminuzione di reati.
Inoltre studi di valutazione del sistema della giustizia, svolti soprattutto negli Stati Uniti, denunciano costi troppo alti a fronte di benefici (riduzione del numero di reati; riadattamento sociale dei condannati) non significativi.
«Che fare, dunque, sul piano delle politiche di sicurezza? Occorre concentrarsi con più determinazione su ciò che funziona e ciò che non funziona, al riparo da giudizi non fondati.
Sul piano del metodo, tre sono le tappe da percorrere: porsi un obiettivo chiaro e condiviso, predisporre politiche efficaci in relazione a tale obiettivo, valutare l’impatto effettivo di queste politiche sulle condizioni di sicurezza, al fine di renderle sempre migliori.
«Sul piano del contenuto, occorre ricordareche creare maggiore sicurezza non significa semplicemente ridurre la criminalità.
«Dentro al problema sicurezza ci sono aspetti oggettivi, legati alla diffusione della criminalità, ma anche aspetti soggettivi, legati ad ansie e preoccupazioni di rimanere vittima di reati.
«Spesso le dimensioni soggettive non corrispondono a quelle oggettive.
In effetti, i risultati di numerose ricerche indicano che la paura della criminalità aumenta anche se il numero di reati diminuisce.
«L’insicurezza, dunque, può dipendere anche da cause diverse dalla criminalità. Obiettivo
delle politiche di sicurezza, dunque, è anche quello di conoscere e intervenire su tutti quei
fattori che determinano ansie e preoccupazioni tra le persone.»
Roberto Cornelli, Politiche per la sicurezza,
www.questotrentino.it.

Adolfo Cerretti
Adolfo Ceretti
è professore straordinario di Criminologia presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Milano-Bicocca. Dal 1992 al 2001 è stato giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Dal 1998 è coordinatore scientifico dell’Ufficio di mediazione penale di Milano. È Segretario generale aggiunto della Società Internazionale di Prevenzione e Difesa Sociale.

Roberto Cornelli
Roberto Cornelli, ricercatore di Criminologia all’Università di Milano-Bicocca, si occupa dei temi della giustizia penale e della sicurezza urbana.
Affianca alla carriera accademica l’impegno per i diritti civili e l’attività politica.
Dal 1995 al 2000 è stato consigliere comunale a Cormano, nel 1999 ha ricoperto il ruolo di assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata.
Dal 2004 è sindaco di Cormano.
Roberto Cornelli, Insicurezza
e criminalità, Roma, Aracne, 2007
Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali,
Cosmologie violente, Percorsi di vite criminali,
Milano, Raffaello Cortina, 2009.
Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali,
La cosmologia degli attori violenti.
L’inedita prospettiva
di Lonnie Athens, Roma, Aracne, 2004Ceretti_Cornelli folder
