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	<title>Casa della cultura di Monza e Brianza</title>
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	<description>Casa della cultura di Monza e Brianza</description>
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		<title>Incontro con Fiorello Cortiana e Paolo Ferri</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2010/09/04/incontro-con-fiorello-cortiana-e-paolo-ferri/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedi&#8217; 16 Settembre 2010, ORE 20:30
Spalto Piodo 18, Monza
Scarica la Locandina
Tecnologia vs Digitale
La diffusione della rete e delle tecnologie informatiche ha portato modelli nuovi per la condivisione delle informazioni, delle iniziative e delle idee.
I nuovi media potrebbero poi rivoluzionare il modo in cui leggiamo, studiamo, condividiamo, discutiamo, decidiamo.
Chi pensa alla cultura con alla base strumenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedi&#8217; 16 Settembre 2010, ORE 20:30<br />
</strong><strong>Spalto Piodo 18, Monza</strong></p>
<p><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2010/09/LOCANDINA-Casa-Della-Cultura-Monza_CulturaDigitale_16-set….pdf">Scarica la Locandina</a></p>
<p><strong>Tecnologia vs Digitale</strong></p>
<p>La diffusione della rete e delle tecnologie informatiche ha portato modelli nuovi per la condivisione delle informazioni, delle iniziative e delle idee.<br />
I nuovi media potrebbero poi rivoluzionare il modo in cui leggiamo, studiamo, condividiamo, discutiamo, decidiamo.<br />
Chi pensa alla cultura con alla base strumenti tradizionali vede questa rivoluzione con sospetto, considerando come spesso le nuove tecnologie sono sinonimo di business, divertimento, condivisione sociale “di basso profilo”, ma non portatrici di valori condivisi.</p>
<p>L&#8217;incontro vuole quindi proporre una discussione sulle seguenti domande:</p>
<ul>
<li><em> Esiste davvero una contrapposizione tra cultura e tecnologie digitali?</em></li>
<li><em>La Rete può diventare la piattaforma per fare crescere la partecipazione e migliorare la vita democratica in una società sempre più complessa?</em></li>
<li><em>Possiamo immaginare come saranno i processi di crescita e di condivisione culturale quando i “nativi digitali” saranno la maggioranza della popolazione?</em></li>
<p><em> </em><br />
<a </a><br />
<em> </em></ul>
<p><strong><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2010/09/Fiorello-Cortiana.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-193" title="Fiorello Cortiana" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2010/09/Fiorello-Cortiana.gif" alt="Fiorello Cortiana" width="119" height="145" /></a>Fiorello Cortiana</strong> è stato assessore ai Parchi e Territorio della Regione Lombardia, e senatore nella XIII e nella XIV legislatura.</p>
<p>È stato membro del Comitato sulla governance di Internet del Ministero dell’Innovazione e della delegazione italiana all’Internet Governance Forum dell’ONU.</p>
<p>È Goodwill Ambassador di OLPC, il progetto dell’MIT per dare ai bambini del mondo la possibilità di un apprendimento collettivo in rete. Coordina insieme a Comunità Nuova di don Gino Rigoldi il progetto educativo di OLPC in Romania e a Milano. Organizza gli appuntamenti di Condividi la Conoscenza, incontri tra sfera antropologica e sfera biologica del vivente</p>
<p><em>«La libertà è partecipazione informata.»<br />
«Credo che la produzione di valore nel contesto post<br />
materiale sia strettamente legata al sistema<br />
relazionale interattivo costituito dalla Rete.<br />
«Occorre innanzitutto riconoscerla come &#8216;impresa<br />
cognitiva collettiva&#8217;, come il più grande &#8217;spazio<br />
pubblico&#8217; mai conosciuto e non come un supporto<br />
informativo/comunicativo che succede al telegrafo,<br />
al telefono, alla radio, al televisore e ai computer.<br />
Questa consapevolezza del cambiamento indurrebbe<br />
a pensare alle politiche pubbliche per le infrastrutture<br />
digitali, per il welfare e per la formazione in altri<br />
termini e con un metodo aperto di coinvolgimento<br />
di tutti gli stakeholder&#8217;interessati. […]<br />
«L&#8217;Italia non ha una politica pubblica<br />
per l&#8217;innovazione nella Società della Conoscenza.<br />
Tutti i portatori di interesse legati alla dimensione<br />
&#8216;analogica&#8217; cercano di produrre per via normativa<br />
e tecnologica una scarsità e un controllo<br />
che l&#8217;immaterialità digitale e la disintermediazione<br />
della Rete di per sé hanno superato. […] Il vero<br />
problema riguarda l&#8217;ignoranza digitale del decisore<br />
pubblico, che impedisce di riconosce l&#8217;accesso<br />
alla Rete come un&#8217;esigenza fondamentale per il Paese<br />
e i suoi cittadini, tanto sotto il profilo economico<br />
quanto sotto quello della partecipazione pubblica<br />
informata, garantito dalla Costituzione.»<br />
Dall’intervista con Firello Cortiana di Piero Babudro,<br />
Internet, conoscenza e pace, www.pubblicitàitalia.it,<br />
12 febbraio 2010</em><br />
<strong>Blog di Fiorello Cortiana</strong><br />
www.partecipami.it/?q=blog/193<br />
www.liquida.it/fiorello-cortiana</p>
<p><strong><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2010/09/Polo-Ferri.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-190" title="Polo Ferri" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2010/09/Polo-Ferri-150x126.gif" alt="Polo Ferri" width="150" height="126" /></a>Paolo Ferri</strong> è editor del settore Università presso la casa editrice Bruno Mondadori.<br />
Ha insegnato Informatica umanistica all’università IULM di Milano ed è professore associato presso il Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.<br />
Tra le sue pubblicazioni più recenti: La fine dei mass media, Milano, Guerini , 2004; Scuola digitale. Milano, Bruno Mondadori, 2008; I nuovi media e il Web 2.0, Guerini, Milano, 2009 (con Stefano Mizzella, Francesca Scenini).</p>
<p>«<em>Sono gli uomini che usano la tecnologia<br />
e dall’uso e dall’interazione con le tecnologie<br />
gli uomini vengono trasformati.»<br />
«Tra il 1992 il 1993, quando Tim Berners Lee e il suo<br />
gruppo di lavoro al CERN di Ginevra ‘inventarono’<br />
Internet come lo conosciamo oggi, pochi avrebbero<br />
pensato che questo sistema digitale di trasmissione<br />
dei dati avrebbe radicalmente cambiato la nostra<br />
società, il nostro modo di produrre, comunicare<br />
e insegnare. Oggi questo nuovo mondo digitale<br />
è diventato una realtà quotidiana per tutti noi.<br />
Più di un miliardo e mezzo di persone praticano tutti<br />
i giorni la rivoluzione del social networking e del web 2.0.<br />
«Milioni di individui plasmano e re-inventano<br />
continuamente queste tecnologie attraverso Facebook,<br />
You Tube ed i blog. Il fenomeno è insieme globale<br />
e locale. Globale perché non esisterebbe<br />
la globalizzazione economica e sociale se i nuovi media<br />
non avessero steso intorno al mondo questo sistema<br />
nervoso telematico. Locale perché ogni ‘cittadino<br />
digitale’ crea tutti i giorni la sua personale identità<br />
e socialità online.»</em></p>
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		<item>
		<title>Incontro con Adolfo Ceretti e Roberto Cornelli &#8211; Paure sociali e bisogno di sicurezza</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/11/13/incontro-con-adolfo-ceretti-e-roberto-cornelli-paure-sociali-e-bisogno-di-sicurezza-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2009, ORE 21
Sala delle Conferenze del Municipio
Piazza Cesare Battisti, Carate Brianza
Scarica la Locandina
Si ritiene comunemente che l&#8217;invasione della paura nelle società contemporanee sia l&#8217;esito dell&#8217;assenza di politiche adeguate nel contrastare la criminalità dilagante e nel ristabilire l&#8217;ordine nelle città.
L&#8217;aumento del numero di reati e l&#8217;efferatezza con cui vengono commessi – si dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LUNEDÌ 30 NOVEMBRE 2009, ORE 21<br />
Sala delle Conferenze del Municipio<br />
Piazza Cesare Battisti, Carate Brianza</strong></p>
<p><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/11/Ceretti_Cornelli-folder.pdf">Scarica la Locandina</a></p>
<p>Si ritiene comunemente che l&#8217;invasione della paura nelle società contemporanee sia l&#8217;esito dell&#8217;assenza di politiche adeguate nel contrastare la criminalità dilagante e nel ristabilire l&#8217;ordine nelle città.</p>
<p>L&#8217;aumento del numero di reati e l&#8217;efferatezza con cui vengono commessi – si dice – producono un senso diffuso di insicurezza che si traduce in una richiesta di maggiore protezione da episodi criminali e, di conseguenza, in una legittima domanda di maggiore severità.Sulla linearità di questo percorso si sono costruite gran parte delle politiche di sicurezza urbana adottate fino ad oggi.<br />
«Prevenzione e repressione, oggi, non sono più considerate l’una alternativa all’altra: molte città europee hanno elaborato strategie globali di governo della sicurezza, intese come mix di prevenzione e repressione. Anche in Italia, sempre più, si parla di politiche di sicurezza urbana che integrino politiche di ordine pubblico (o di repressione) e politiche di prevenzione.<br />
Tuttavia, passando dalle intenzioni alla pratica, in Europa (ma la situazione è analoga anche negli Stati Uniti e in Canada), la gran parte delle risorse finanziarie per combattere il crimine sono ancora impiegate in politiche repressive.</p>
<p>«Quali i motivi di questa scelta? Generalmente si ritiene che la repressione sia economica nei costi e certa nei risultati. In realtà spesso la repressione è unicamente la risposta più semplice, più immediata e più appagante dal punto di vista politico, ma non per questo la migliore.</p>
<p>Ricerche sulle forze dell’ordine condotte all’estero dimostrano che un aumento del numero di poliziotti non ha alcuna influenza sul tasso di criminalità, così come un aumento delle condanne e un aumento di detenuti nelle carceri non comportano una diminuzione di reati.</p>
<p>Inoltre studi di valutazione del sistema della giustizia, svolti soprattutto negli Stati Uniti, denunciano costi troppo alti a fronte di benefici (riduzione del numero di reati; riadattamento sociale dei condannati) non significativi.<br />
«Che fare, dunque, sul piano delle politiche di sicurezza? Occorre concentrarsi con più determinazione su ciò che funziona e ciò che non funziona, al riparo da giudizi non fondati.<br />
Sul piano del metodo, tre sono le tappe da percorrere: porsi un obiettivo chiaro e condiviso, predisporre politiche efficaci in relazione a tale obiettivo, valutare l’impatto effettivo di queste politiche sulle condizioni di sicurezza, al fine di renderle sempre migliori.<br />
«Sul piano del contenuto, occorre ricordareche creare maggiore sicurezza non significa semplicemente ridurre la criminalità.<br />
«Dentro al problema sicurezza ci sono aspetti oggettivi, legati alla diffusione della criminalità, ma anche aspetti soggettivi, legati ad ansie e preoccupazioni di rimanere vittima di reati.<br />
«Spesso le dimensioni soggettive non corrispondono a quelle oggettive.<br />
In effetti, i risultati di numerose ricerche indicano che la paura della criminalità aumenta anche se il numero di reati diminuisce.<br />
«L’insicurezza, dunque, può dipendere anche da cause diverse dalla criminalità. Obiettivo<br />
delle politiche di sicurezza, dunque, è anche quello di conoscere e intervenire su tutti quei<br />
fattori che determinano ansie e preoccupazioni tra le persone.»<br />
Roberto Cornelli, Politiche per la sicurezza,<br />
www.questotrentino.it.</p>
<div id="attachment_157" class="wp-caption alignleft" style="width: 102px"><img class="size-full wp-image-157" title="Adolfo Cerretti" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/11/Adolfo-Cerretti.jpg" alt="Adolfo Cerretti" width="92" height="89" /><p class="wp-caption-text">Adolfo Cerretti</p></div>
<p><strong>Adolfo Ceretti</strong><br />
è professore straordinario di Criminologia presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Milano-Bicocca. Dal 1992 al 2001 è stato giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Dal 1998 è coordinatore scientifico dell&#8217;Ufficio di mediazione penale di Milano. È Segretario generale aggiunto della Società Internazionale di Prevenzione e Difesa Sociale.</p>
<div id="attachment_158" class="wp-caption alignleft" style="width: 97px"><img class="size-full wp-image-158" title="Roberto Cornelli" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/11/Roberto-Cornelli.jpg" alt="Roberto Cornelli" width="87" height="91" /><p class="wp-caption-text">Roberto Cornelli</p></div>
<p><strong>Roberto Cornelli</strong>, ricercatore di Criminologia all&#8217;Università di Milano-Bicocca, si occupa dei temi della giustizia penale e della sicurezza urbana.<br />
Affianca alla carriera accademica l&#8217;impegno per i diritti civili e l’attività politica.<br />
Dal 1995 al 2000 è stato consigliere comunale a Cormano, nel 1999 ha ricoperto il ruolo di assessore all&#8217;Urbanistica ed Edilizia privata.<br />
Dal 2004 è sindaco di Cormano.</p>
<p><em>Roberto Cornelli, Insicurezza<br />
e criminalità, Roma, Aracne, 2007<br />
Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali,<br />
Cosmologie violente, Percorsi di vite criminali,<br />
Milano, Raffaello Cortina, 2009.<br />
Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali,<br />
La cosmologia degli attori violenti.<br />
L&#8217;inedita prospettiva<br />
di Lonnie Athens, Roma, Aracne, 2004</em>Ceretti_Cornelli folder</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Incontro con Giancarlo Blangiardo &#8211; L’Italia dei nuovi cittadini</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/10/15/incontro-con-giancarlo-blangiardo-l%e2%80%99italia-dei-nuovi-cittadini/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 12:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2009, ORE 21
Spalto Piodo 18, Monza
Scarica la Locandina
Un problema di dimensione
Cinque milioni di immigrati in Italia per un fenomeno
che ormai è strutturale e non più una realtà nuova.
.
«Erano un milione un decennio fa. Oggi il numero
è lievitato: sono tanti, quasi quanto gli abitanti
della Svizzera o di una regione dell&#8217;Italia», spiega
il professore Giancarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_138" class="wp-caption alignleft" style="width: 134px"><img class="size-full wp-image-138" title="Blangiardo" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/10/Blangiardo.jpg" alt="Blangiardo" width="124" height="123" /><p class="wp-caption-text">Giancarlo Blangiardo</p></div>
<p><strong>GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2009, ORE 21<br />
Spalto Piodo 18, Monza</strong></p>
<p><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/10/Blangiardo_Folder.pdf">Scarica la Locandina</a></p>
<p><strong>Un problema di dimensione</strong><br />
Cinque milioni di immigrati in Italia per un fenomeno<br />
che ormai è strutturale e non più una realtà nuova.</p>
<p>.</p>
<p>«Erano un milione un decennio fa. Oggi il numero<br />
è lievitato: sono tanti, quasi quanto gli abitanti<br />
della Svizzera o di una regione dell&#8217;Italia», spiega<br />
il professore Giancarlo Blangiardo della Facoltà<br />
di Scienze Statistiche dell&#8217;Università Bicocca<br />
di Milano. La Lombardia e l&#8217;area metropolitana sono<br />
le zone di maggiore interesse: «Qui si trova un quarto<br />
della presenza collettiva. Una grande affluenza anche<br />
nel Centro-Nord: il Veneto, l&#8217;Emilia Romagna<br />
e il Piemonte», continua il docente che ha studiato<br />
il fenomeno nei dettagli.<br />
Una presenza tanto radicata nel nostro territorio<br />
da essere ineliminabile, che con il tempo ha subito<br />
profondi cambiamenti anche sotto l&#8217;influenza della<br />
crisi: «Prima l&#8217;attrazione era il polo metropolitano,<br />
oggi la tendenza è il decentramento, chi arriva sceglie<br />
zone più provinciali e limitrofe per diversi motivi.<br />
Tra questi, la possibilità di acquistare case a un<br />
prezzo più abbordabile. La preferenza va anche verso<br />
zone in cui la concentrazione di giovani è più alta,<br />
come Mantova o Cremona ad esempio».<br />
Trasformazioni anche nelle politiche<br />
di raggiungimento dei familiari: «Non pensano più<br />
all&#8217;Italia come meta ambita a prescindere,<br />
ma gli arrivi iniziano a essere più pilotati», continua<br />
Blangiardo. Con il tempo la convivenza, nonostante<br />
le non poche notizie di cronaca, è migliorata e non è<br />
il caso di lanciare un grido d&#8217;allarme. Le difficoltà<br />
e il rischio di episodi di xenofobia o razzismo sono<br />
subordinate alla «massa di stranieri che vivono<br />
nel nostro Paese. Se aumenta la loro presenza sul<br />
territorio, aumentano anche le possibilità di scontro.</p>
<p>Per questo motivo – aggiunge – servono regole per<br />
gestire una partecipazione sempre maggiore perché<br />
anche loro come noi hanno bisogno di welfare e quindi<br />
di assistenza sanitaria, di un sistema scolastico,<br />
o anche di mettersi in lista per una casa popolare,<br />
per esempio».<br />
La convivenza però non è sempre rose e fiori:<br />
il problema sembra dipendere dall&#8217;impossibilità<br />
di garantire a tutti una corretta qualità della vita.<br />
Cosa accadrà in futuro se l&#8217;immigrazione continua<br />
a crescere? «Non possiamo pensare che la capacità<br />
di accoglienza sia indiscriminata, non possiamo avere<br />
la possibilità di accettarli tutti. Servono quindi delle<br />
soluzioni condivise a livello europeo e pensate in modo<br />
che siano in linea con le politiche di sviluppo dei paesi<br />
d&#8217;origine. C&#8217;è anche un forte rischio di cambio<br />
dei flussi. Nel nord est d&#8217;Europa a breve mancherà<br />
manodopera e gli arrivi da Paesi come la Polonia<br />
si rallenteranno. Di contro, però, potrebbe<br />
intensificarsi la presenza africana. È un problema<br />
di dimensione, non potremo accettarli per sempre».<br />
Dall’intervista pubblicata su iN Europa,<br />
www.europa-in.it, 12 ottobre 2009</p>
<p>Giancarlo Blangiardo<br />
è professore ordinario presso<br />
la facoltà di Scienze statistiche<br />
dell’Università di Milano<br />
Bicocca e membro<br />
del Consiglio direttivo<br />
della Società Italiana<br />
di Economia, Demografia<br />
e Statistica. Tra le sue<br />
pubblicazioni più recenti<br />
sul tema dell’immigrazione:<br />
con P. Bonomi, Immigrati<br />
poveri o… poveri immigrati?<br />
L’esperienza di indagine nella<br />
realtà lombarda, in AA.VV.,<br />
Le condizioni di vita e di lavoro<br />
degli immigrati nell’era<br />
romana, Roma, IDOS, 2008;<br />
Intensità e tendenza<br />
del fenomeno migratorio<br />
nella realtà lombarda,<br />
in: AA.VV., Osservatorio<br />
Economico Regionale<br />
dell’Artigianato.<br />
L’imprenditoria artigiana<br />
immigrata in Lombardia,<br />
Milano, Guerini e Associati,<br />
2008; Gli aspetti quantitativi<br />
della presenza straniera<br />
in Italia: aggiornamenti<br />
e prospettive, in: AA.VV.,<br />
Quattordicesimo Rapporto<br />
sulle migrazioni 2008, Milano,<br />
Fondazione ISMU, Franco<br />
Angeli, 2009.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Incontro con Mauro Magatti: Le illusioni del capitalismo tecnonichilista</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/10/03/incontro-con-mauro-magatti-le-illusioni-del-capitalismo-tecnonichilista/</link>
		<comments>http://www.casadellacultura.org/2009/10/03/incontro-con-mauro-magatti-le-illusioni-del-capitalismo-tecnonichilista/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 14:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2009, 
ORE 21 &#8211; Spalto Piodo 18, Monza
Scarica la Locandina
La grave crisi finanziaria che ha colpito l&#8217;economia mondiale alla fine del 2008, insieme con l&#8217;elezione di Obama negli Stati Uniti, pongono probabilmente fine al trentennio apertosi nei primi anni Ottanta con l&#8217;introduzione
delle politiche neoliberiste. Il libro fornisce la prima analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_82" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-82" title="Mauri Magatti" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/10/Magatti.jpg" alt="Mauro Magatti sociologo, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano" width="218" height="240" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Mauro Magatti sociologo, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano</p></div>
<p><strong> </strong><img class="size-full wp-image-92 alignleft" title="Liberta' immaginaria" src="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/10/Libertaimmaginaria1.jpg" alt="Liberta' immaginaria" width="230" height="298" /></p>
<p><strong>GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2009, </strong></p>
<p><strong>ORE 21 &#8211; Spalto P</strong><strong>iodo 18, Monza</strong></p>
<p><a href="http://www.casadellacultura.org/wp-content/uploads/2009/10/Magatti_Folder_021.pdf">Scarica la Locandina</a></p>
<p>La grave crisi finanziaria che ha colpito l&#8217;economia mondiale alla fine del 2008, insieme con l&#8217;elezione di Obama negli Stati Uniti, pongono probabilmente fine al trentennio apertosi nei primi anni Ottanta con l&#8217;introduzione<br />
delle politiche neoliberiste. Il libro fornisce la prima analisi sistematica di questi trent&#8217;anni, delle sue origini<br />
e dei suoi sviluppi, considerati come parte di un processo unitario che ha toccato l&#8217;esperienza soggettiva e gli assetti istituzionali, il piano politico-economico e la sfera culturale. Nel quadro della storia della libertà che accompagna l&#8217;intera vicenda moderna, è la stessa straordinaria capacità di accelerazione di tutti i processi sociali, economici e sociali, resa possibile dal capitalismo tecnonichilista, che finisce per mettere a repentaglio proprioquella libertà che, a parole, viene quotidianamente celebrata. In questo modo, il libro offre un contributo essenziale per capire in profondità il tempo che viviamo, i suoi rischi, le sue opportunità.</p>
<p>Mauro Magatti (1960) è professore di Istituzioni di sociologia, Sociologia dei processi culturali e Analisi e istituzioni del capitalismo contemporaneo. Dal 2005 è preside della facoltà di Sociologia dell&#8217;Università Cattolica di Milano. È membro italiano dello Steering Committee della Global Studies Association e del Consiglio italiano delle Scienze sociali. Tra i suoi libri più recenti: L&#8217;io globale. Dinamiche della socialità contemporanea (con Chiara Giaccardi, 2003), Il potere istituente (2005) e, come curatore, Città abbandonata. Dove sono e come cambiano le città italiane (2007). Per Feltrinelli ha pubblicato I nuovi ceti popolari. Chi ha preso il posto della classe operaia? (con Mario De Benedittis, 2006).</p>
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		<title>Governare con la paura</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 09:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
 Il G8 del 2001, i giorni nostri
Un film di
Enrico Deaglio
Beppe Cremagnani
Mario Portanova
con la regia di
Luca Caon
VENERDÌ 29 MAGGIO 2009, ORE 21
Urban Center
Via Filippo Turati 6, Monza
La paura. È diventata lei il vero mezzo di governo, l&#8217;instrumentum regni per eccellenza del nuovo sovrano. Una dimensione permanente della psicologia di massa, un sentimento a due facce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;"><strong> Il G8 del 2001, i giorni nostri<br />
Un film di<br />
Enrico Deaglio<br />
Beppe Cremagnani<br />
Mario Portanova<br />
con la regia di<br />
Luca Caon<br />
VENERDÌ 29 MAGGIO 2009, ORE 21<br />
Urban Center<br />
Via Filippo Turati 6, Monza</strong></p>
<p>La paura. È diventata lei il vero mezzo di governo, l&#8217;instrumentum regni per eccellenza del nuovo sovrano. Una dimensione permanente della psicologia di massa, un sentimento a due facce che ora aizza contro &#8220;i diversi&#8221;, ora piega i cittadini alle pretese del potere. Si governa facendo paura. Si governa seminando paura.<br />
Gli abusi e le torture del G8, i divieti di manifestare, le minacce contro il movimento degli studenti. E insieme l&#8217;odio fomentato ogni giorno contro gli immigrati o i rom, colpevoli di attentare ai &#8220;nostri beni&#8221; o alle &#8220;nostre donne&#8221;. È l&#8217;Italia raccontata da questa inchiesta. Governata, nelle sue viscere profonde, da una destra che ha fatto della paura (con sorriso televisivo) la propria bandiera.<br />
E che dalle trasmissioni Rai riabilita l&#8217;Italia del ventennio.</p>
<p><strong>Enrico Deaglio</strong>, direttore del quotidiano «Lotta Continua» dal 1977 al 1982, ha lavorato in numerose testate tra cui «La Stampa», «il Manifesto», «Epoca», «Panorama», «l&#8217;Unità» ed è stato direttore del quotidiano «Reporter». Ha lavorato come giornalista televisivo per Mixer. Negli anni &#8216;90 ha condotto vari programmi d&#8217;inchiesta su Raitre, tra cui: Milano, Italia, Ragazzi del &#8216;99, Così va il mondo, Vento del Nord e L&#8217;Elmo di Scipio. Dal 1997 al 2008 ha diretto il settimanale «Diario».</p>
<p><strong> Beppe Cremagnani </strong>è autore, con Enrico Deaglio, dei film Quando c’era Silvio (2005) e Gli imbroglioni (2007). Mario Portanova scrive per «Diario» e «l’Espresso» e collabora con la trasmissione Blunotte-Misteri italiani. Ha pubblicato Mafia a Milano (1996), con Franco Stefanoni e Giampiero Rossi, e Altri mondi (2003). Per BUR Futuropassato, ha firmato l’episodio «Compagno celerino» di Sbirri (2007).</p>
<p>Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, Mario Portanova Governare con la paura Il G8 del 2001, i giorni nostri Milano, Melampo, 2009 pp. 320 con DVD, € 18 ISBN 9788889533376 Film diretto da Luca Caon Produzione: Luben Production</p>
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		<title>Gli appuntamenti di maggio e giugno 2009</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/gli-appuntamenti-di-maggio-e-giugno-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 06:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Addio alla verità
Solo un Dio (relativista)
ci può salvare
Gianni Vattimo
filosofo, presenta il suo libro
Dialoga con l’autore Rosanna Lissoni
MERCOLEDÌ 20 MAGGIO 2009, ORE 21
Teatro Astrolabio
Via Mameli 8, Villasanta
I prossimi incontri
Venerdi 22 maggio, ore 21
Carmen Leccardi, sociologa
autrice di Sociologie del tempo. Soggetti e tempo
nella società dell’accelerazione.

Mercoledì 27 maggio, ore 21
Incontro con Laura Boella
filosofa, autrice del libro
Neuroetica. La morale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><em>Addio alla verità<br />
Solo un Dio (relativista)<br />
ci può salvare</em><br />
Gianni Vattimo</strong><br />
filosofo, presenta il suo libro<br />
Dialoga con l’autore Rosanna Lissoni<br />
<strong>MERCOLEDÌ 20 MAGGIO 2009, ORE 21<br />
Teatro Astrolabio</strong><br />
Via Mameli 8, Villasanta</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>I prossimi incontri</strong></em><br />
<strong>Venerdi 22 maggio, ore 21</strong><br />
Carmen Leccardi, sociologa<br />
autrice di <em>Sociologie del tempo. Soggetti e tempo<br />
nella società dell’accelerazione</em>.<br />
<strong><br />
Mercoledì 27 maggio, ore 21</strong><br />
Incontro con Laura Boella<br />
filosofa, autrice del libro<br />
<em>Neuroetica. La morale prima della morale</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Venerdì 5 giugno, ore 21</strong><br />
Incontro con Nicoletta Sipos<br />
giornalista, autrice del libro<br />
<em>Il buio oltre la porta.<br />
Un matrimonio da favola. Una casa da sogno.<br />
Un corpo pieno di lividi<br />
</em><br />
<strong>Venerdì 12 giugno, ore 21</strong><br />
Giuseppe Civati e Mattia Carzaniga<br />
presentano il libro<br />
<em>L’amore ai tempi di Facebook</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Antonio Calabro&#039; presenta il suo libro Orgoglio Industriale</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/25/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 08:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VENERDÌ 8 MAGGIO 2009, ORE 21
Antonio Calabrò Direttore Affari istituzionaliAntonio Calabrò Direttore Affari istituzionali e Relazioni esterne del Gruppo Pirelli presenta il suo libro Orgoglio industriale
La scommessa italiana contro la crisi globale Dialoga con l’autore Mauro Cereda Spalto Piodo 18, Monza  e Relazioni esterne del Gruppo Pirelli presenta il suo libro Orgoglio industriale .
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.casadellacultura.org/attivita/11-venerdi-8-maggio-2009-ore-21.html">VENERDÌ 8 MAGGIO 2009, ORE 21</a></strong></p>
<p>Antonio Calabrò Direttore Affari istituzionaliAntonio Calabrò Direttore Affari istituzionali e Relazioni esterne del Gruppo Pirelli presenta il suo libro Orgoglio industriale</p>
<p>La scommessa italiana contro la crisi globale Dialoga con l’autore Mauro Cereda Spalto Piodo 18, Monza  e Relazioni esterne del Gruppo Pirelli presenta il suo libro Orgoglio industriale .</p>
<p>La scommessa italiana contro la crisi globale Dialoga con l’autore Mauro Cereda Spalto Piodo 18, Monza</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Conferenza del giornalista Andrea Di Stefano, direttore della rivista “Valori”</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/incontro-con-andrea-di-stefano/</link>
		<comments>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/incontro-con-andrea-di-stefano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 06:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 26 marzo, ore 21
“Il fiato corto dell’economia. Crisi   congiunturale o di sistema?”
Dialoga con l’autore Giancarlo Brunato.
L’incontro si tiene a Monza, nella   sede della Casa della cultura, in Spalto Piodo 18.
Dopo la crisi del modello fordista l&#8217;Occidente non ha fatto i conti con un sistema economico-produttivo insostenibile, tutto concentrato sulle risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://www.casadellacultura.org/attivita/10-giovedi-26-marzo-ore-21.html">Giovedì 26 marzo, ore 21</a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>“</strong></em><strong>Il fiato corto dell’economia. Crisi   congiunturale o di sistema?”<br />
</strong>Dialoga con l’autore Giancarlo Brunato.</p>
<p>L’incontro si tiene a Monza, nella   sede della Casa della cultura, in Spalto Piodo 18.</p>
<p>Dopo la crisi del modello fordista l&#8217;Occidente non ha fatto i conti con un sistema economico-produttivo insostenibile, tutto concentrato sulle risorse energetiche fossili e su una crescita gonfiata, grazie alle numerosi e frequenti bolle finanziarie.</p>
<p>Oggi, che i nodi sono venuti al pettine, si fanno i conti con questo modello di sviluppo. Non a caso, uno dei centri della crisi è l&#8217;industria dell&#8217;automobile, vero e proprio emblema di tale sistema di consumi.</p>
<p>“Secondo me – ha spiegato Di Stefano in una recente intervista &#8211; parlare di fine del capitalismo è pericoloso e controproducente. In discussione va messo non tutto il sistema ma solo la redistribuzione dei ruoli tra cittadini, imprese e istituzioni. Ad esempio, l’impresa non deve sparire ma solo recuperare il suo ruolo sociale. Altrimenti parlando di fine del sistema economico capitalista si rischia di confondere e spaventare ulteriormente i cittadini che già sono chiamati ad affrontare i drammatici risultati di quindici anni di deregulation selvaggia”.</p>
<p>Andrea Di Stefano, 43 anni, due   figli, giornalista professionista, appassionato</p>
<p>di nuove tecnologie e ambiente, è direttore del mensile di economia e finanza etica “Valori” e redattore economico del quotidiano “la Repubblica”. Collabora con l’AGL (Agenzia Giornali Locali) del gruppo “L’Espresso” e con Radio Popolare di Milano.</p>
<p>Si occupa di temi di economia, finanza e mondo del lavoro dall’inizio della sua carriera giornalistica. Negli ultimi anni ha lavorato per “La Nuova Ecologia”, la “Provincia Pavese”, l’Agl (Agenzia Giornali Locali del gruppo L’Espresso), la Rtsi (Radio televisione della svizzera italiana) e ha collaborato con diverse testate periodiche.</p>
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		<title>Emilio Renzi, Comunità concreta. Le opere e il pensiero di Adriamo Olivetti</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/emilio-renzi-comunita-concreta-le-opere-e-il-pensiero-di-adriamo-olivetti/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 06:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 5 marzo 2009, ore 21

presentazione del libro di Emilio Renzi, Comunità concreta. Le opere e il pensiero di Adriamo Olivetti (Alfredo Guida Editore, Napoli 2008)
Dialoga con l’autore Dario Moretti.

L’incontro si tiene a Monza, nella sede della Casa della cultura, Spalto Piodo 18. 
&#8220;Nel libro Comunità concreta. Le opere e il pensiero di Adriano Olivetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><strong>Giovedì 5 marzo 2009, ore 21<br />
</strong></div>
<p>presentazione del libro di Emilio Renzi, Comunità concreta. Le opere e il pensiero di Adriamo Olivetti (Alfredo Guida Editore, Napoli 2008)<br />
<strong>Dialoga con l’autore Dario Moretti.</strong><br />
<strong><br />
L’incontro si tiene a Monza, nella sede della Casa della cultura, Spalto Piodo 18. </strong></p>
<p>&#8220;Nel libro <em>Comunità concreta. Le opere e il pensiero di Adriano Olivetti</em> (con Prefazione di Giuseppe Galasso) ho cercato di tracciare in maniera sintetica e documentata  tutti gli aspetti delle straordinarie attività di Adriano Olivetti (1901-1960). Adriano fu imprenditore di successo, promosse il glorioso industrial design nell’Italia fra gli anni Trenta e i Sessanta, volle l’urbanistica e la fabbrica al servizio della persona. Le capacità di industriale erano in lui tutt’uno con le idee e con visioni alte e lunghe del fare. Fece nascere l’informatica italiana, sono altri che l’hanno distrutta.</p>
<p>Ora non si tratta solo di ricordare ma di capire e di ricavare insegnamenti, secondo un modello appunto “olivettiano”. Nel “pendolo” attuale (e drammatico) tra economie nazionali e “mercatizzazione globale”, può essere interessante riflettere sulla “comunità” olivettiana come cellula inclusiva di persone, di amministrazione, di lavoro come realizzazione della persona. Nella partecipazione e con un costante premio alla formazione. E di innovazione nei prodotti e nei metodi, come fece Olivetti in anni anche difficili.</p>
<p>Ho scritto questo libro anche perché ho lavorato per venticinque anni alla Direzione Relazioni culturali della Olivetti. Venivo dagli studi di filosofia all’Università statale di Milano (e infatti ho scritto un libro che si intitola <em>Caro Ricoeur, mon cher Paci. Dialogo in cinque scene</em>)&#8221;.</p>
<p>Emilio Renzi insegna Semiotica alla facoltà di Design del Politecnico di Milano/polo Bovisa. Laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano con Enzo Paci, tesi su Paul Ricoeur. Ha lavorato alla casa editrice il Saggiatore di Alberto Mondadori Editore, Milano, dal 1961 al 1969, nella redazione di saggistica; dal 1969 al 1994 alla Ing. C. Olivetti &amp; C., Ivrea, Direzione relazioni culturali, disegno industriale e pubblicità, sede di Milano, come copywriter e communication manager.</p>
<p>Tra i suoi scritti ricordiamo:<br />
con Massimo A. Bonfantini, <em>Oggetti Novecento</em>, Bergamo, Moretti&amp;Vitali, 2001;<br />
con Gabriele Scaramuzza, <em>Omaggio a Paci</em>, Cuem, Milano 2006;<br />
<em>Caro Paci, mon cher Ricoeur. Dialogo in cinque atti</em>, Cuem, Milano 2006.<br />
Ha tradotto <em>Della interpretazione. Saggio su Freud</em>, di Paul Ricouer, per Il Saggiatore, Milano 1966.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Incontro con Raffaele Mantegazza</title>
		<link>http://www.casadellacultura.org/2009/07/04/incontro-con-raffaele-mantegazza/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 06:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://casadellacultura.wordpress.com/2009/07/04/incontro-con-raffaele-mantegazza/</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì 3 ottobre 2008, ore 21
presentazione del libro di Raffaele Mantegazza, Lettera a uno studente (Città Aperta)
Dialogano con l’autore Vincenzo Di Rienzo, preside del Liceo classico Zucchi di Monza, e Angelo Villa, psicanalista.
L’incontro si tiene a Monza, nella sala convegni della Provincia di Milano, in piazza Cambiaghi.
Una lettera di parte, una lettera schierata, una lettera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>Venerdì 3 ottobre 2008, ore 21</strong></p>
<p><strong>presentazione del libro di Raffaele Mantegazza,<em> Lettera a uno studente</em> (Città Aperta)</strong><br />
<strong>Dialogano con l’autore Vincenzo Di Rienzo, preside del Liceo classico Zucchi di Monza, e Angelo Villa, psicanalista.</strong></p>
<p><strong>L’incontro si tiene a Monza, nella sala convegni della Provincia di Milano, in piazza Cambiaghi.</strong></p>
<p style="text-align:center;">Una lettera di parte, una lettera schierata, una lettera &#8220;politica&#8221;, una lettera non innocente. Lettera di un professore a uno studente nel tentativo di comunicare a partire da ciò che li differenzia piuttosto che da quello che li unisce. Oggetto della lettera è la stessa relazione educativa, se questa relazione sia possibile e se abbia ancora un senso.</p>
<p>Raffaele Mantegazza è docente di Pedagogia interculturale e della cooperazione presso la facoltà di Scienze della Formazione di Milano Bicocca, formatore di insegnanti e formatori. Per Città Aperta edizioni ha pubblicato: L&#8217;odore del Fumo. Auschwitz e la pedagogia dell&#8217;annientamento (2001), Pedagogia della Resistenza. Tracce utopiche per educare a resistere (2003), Pedagogia della morte. L&#8217;esperienza del morire e l&#8217;educazione al congedo (2004), La fine dell&#8217;educazione. Un&#8217;utopia (anti)pedagogica (2006).</p>
]]></content:encoded>
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